Le furibonde

abbondantemente fuori

Libri di poesie

Occhi di liquirizia è la mia prima raccolta di poesie.
Pubblicato dalla casa editrice La Vita Felice nel 2011.
Libro di poesie.

Nei versi chiari e appassionati, concreti seppure intrisi di sogni e magia di Occhi di liquirizia, via via che scorrono le pagine Alexa von der Goltz ci racconta il suo viaggio di mutazione da donna-bambina sola ed estranea al mondo, capace di una vita solo immaginaria dentro un sogno di perfezione, che è però anche di condanna a un’esistenza fiabesca di immobilità, sino a diventare madre e crescere donna, creatura terrestre vera e viva, piena di una nuova voglia di essere ed esistere. Leggiamo, per esempio, in questi versi come la poetessa si sentiva all’inizio del percorso: «Lasciatemi dormire, / morire di letargo / bella e perfetta sempre / senza tempo / né vergogna», e nel finale dello stesso testo leggiamo: «Chiusa in un bozzolo come una sposa / senza rughe / sono una bambina senza parole, / una donna che si difende dal dolore». Alexa, nel dar voce ai mesi della gravidanza e ai sogni che la riempiono, grazie a questa grande esperienza che, al contempo, l’ha rivelata a se stessa in tutta la sua individualità e le ha dato la forza per risalire in superficie, sa anche dar voce ai propri desideri, alle proprie paure persino, rievocando anche la propria infanzia, scavando nella propria solitudine, dentro il vuoto vissuto per anni e così l’autrice potrà trovare la “voce” per dire chi è e dirlo al mondo. Dalla prefazione di Gabriela Fantato.

Polsi sottili è la mia seconda raccolta di poesie.
Pubblicato da ilmiolibro self publishing nel 2014.

“Una raccolta di poesie: come urla da un ponte, come luci e ombre che filtrano da sotto la porta dell’anima. Se mi domandi se sono poesie d’amore posso dirti solo questo: qualunque poesia è una poesia d’amore.”

Alcune mie poesie raccolte per la Collana ‘Impronte’.
Pubblicato da Pagine nel 2014.
‘Il fiuto della lupa’ la mia terza raccolta di poesie.
Raccolta di poesie.
Pubblicato dalla casa editrice La Vita Felice nel 2016.

La raccolta Il fiuto della lupa esprime già nel titolo l’essenza selvaggia, istintiva e ferina della donna. Un’essenza di cui l’autrice manifesta consapevolezza, acquisita con grande determinazione, per riscoprire il proprio valore attingendo alla forza creativa e passionale che è presente in tutte le donne, ma spesso sedimentata in anfratti angusti della personalità.
Dai testi emerge frequentemente la dimensione soggettiva dell’“io”, ma è una prima persona in cui è riconoscibile il genere femminile che agisce, sperimenta e si sperimenta per “virare/ verso sconfinate periferie” di se stesso. Periferie che diventano percorsi centrali quando investono la sensualità e la sessualità: le ribellioni femministe restano àncora e, per giungere a una gestione paritetica del rapporto con il maschio, l’autrice azzarda l’aggressione fiutando la sua preda. Non prende a prestito rituali già esperiti e che non le appartengono: inventa, immagina, gioca, crea ruoli sconsacrati di un rapporto passionale dove l’abbandono non è quiete, ma inizio di una nuova provocazione intesa nel senso etimologico di “chiamare fuori” una reazione, anche violenta, per non appassire inerte nel tempo che, per giustificare l’esistenza, deve essere sferzato, graffiato, vissuto anche con prepotenza per non sbiadire fino ad annullarsi, come nell’ultima commovente sezione dedicata alla madre: donna che ha dimenticato il tempo.

Diana Battaggia